WD My Passport Ultra for Mac: disco portatile da 2 o 4TB con USB-C

My Passport Ultra for Mac è un nuovo disco portatile di WD che vanta rifinitura in metallo, porta USB-C, meccanismo di backup e password, funzionalità per l’importazione dati da social media e cloud. Il disco di WD è offerto in due “tagli”: da 2TB (89.99$ negli USA) e 4TB (129.99$ negli USA) e con tre anni di garanzia.

L’unità è inizializzata già in fabbrica come macOS esteso permettendo il collegamento plug-and-play al Mac (ovviamente può essere inizializzata in qualsiasi altro formato). La funzionalità di cifratura hardware (AES 256 bit) permette di proteggerei i dati con una password e tenere al sicuro i dati. È possibile Impostare una password personalizzata per attivare la crittografia hardware e la protezione dei dati.

La porta USB-C consente il collegamento diretto ai Mac di ultima generazione; nella confezione è incluso un adattatore USB-A che permette il collegamento anche a Mac/PC con porta di precedente generazione.

Il software WD Discovery incluso, spiega il produttore, si collega ai social media e ai servizi di cloud storage, come Facebook, Instagram, Dropbox e Google Drive permettendo di importare foto video e documenti nell’unità WD per proteggere la vita digitale dell’utente.

Le dimensioni dell’unità sono: 81.6 x 12.8mm x 110 mm. Sull’unità è presente un LED che segnala l’accensione e consente di monitorare il funzionamento del disco interno. L’unità WD My Passport Ultra for Mac sarà in vendita da metà ottobre negli USA dove sono già partiti i pre-ordini. I nuovi dischi saranno disponibili in Europa indicativamente più avanti.

Sul nostro sito trovate la guida all’acquisto dei migliori hard disk portatili per Mac e PC.

– Click qui per l’articolo originale con commenti >> WD My Passport Ultra for Mac: disco portatile da 2 o 4TB con USB-C

WD My Passport Ultra for Mac: disco portatile da 2 o 4TB con USB-C
Vota il post
WD My Passport Ultra for Mac: disco portatile da 2 o 4TB con USB-C ultima modifica: 2018-10-04T12:06:08+00:00 da Antonio Pechiar