Ten Talking Points – Suso prese il pallone, spezzò gli assist, li diede ai suoi discepoli e poi disse: “Io esisto”

Bentornati a Ten Talking Suso, l’unica rubrica che esce solo di giovedì e solo dopo che la Luce ha abbagliato due volte di fila. Altre considerazioni.

1 – Quando vi chiedete perché viviamo in un mondo di merda, rispondetevi così: c’è gente che non ama Suso. C’è gente – anche milanista – che d’estate voleva venderlo. C’è gente che ne nega la superiorità antropologica e ancor più ontologica. Ecco: tutta questa gente, poi, vota. Prende il vostro tram. Mangia al tavolo accanto a voi al ristorante. Se fossi un dittatore, manderei tutti questi reprobi prima al confino e poi affanculo. Ma purtroppo non si può. È tutta gente che fino alla fine ruberà il nostro ossigeno, andando alla Leopolda e comprando l’ultimo dei Thegiornalisti.

1 bis – La democrazia è sopravvalutata.

2 – Grandi polemiche arbitrali per la vittoria corsara della Juve a Empoli. Rinuncio alla discussione: ho smesso di interessarmi alle polemiche da bar nel ’76. C’è poi un aspetto ancora più importante: l’unica squadra che può impedire la vittoria di Lerner e Vecchioni è la Juve. Capite bene che quei due lì, come pure i Serra e derivati (tutti interisti, e non è un caso), asciugano già abbastanza le gonadi con i cortei per i Lucano, i trenini con la Murgia e le urla a caso sul ritorno del fascismo. Se vincono pure lo scudetto non li ferma più nessuno. Dunque: que viva CR7 e daje Matuidi.

3 – Ancelotti deve ancora capire come ha fatto a non vincere contro la Roma. Il Napoli ha tirato 97 volte (e menomale che Olsen, per molti, era una chiavica). Il calcio è però M5S, cioè strano, e alla fine i partenopei hanno dovuto esultare per aver raccattato il pareggio in extremis. Carletto sta comunque facendo cose egregie. Lo adoro. E sempre adorerò.

4 – Nel frattempo, a Londra, il Che Gue Sarri sta riscrivendo il Capitale.

5 – L’Inter le vincerà tutte da qui a maggio. E se perderà la farà solo perché potrà permetterselo, come a Barcellona. Non li fermate più.

6 – In quel tempo, Suso prese il pallone, spezzò gli assist, li diede ai suoi discepoli per poi dire: “Io esisto. E poiché Io esisto, gli atei vivono intimamente nel torto”.

7 – Quasi come Garrincha (ho detto “quasi”) e un po’ alla Robben iberico, Suso ha la capacità di cristallizzare ogni volta il tempo con quella sua finta a rientrare sempre uguale a se stessa. Sai come andrà a finire, come una replica di Point Break, ma non puoi fermarla: devi aspettare l’ultima onda. Tutto si compirà come deve compiersi, e tu non potrai far nulla. Se non trasecolare di fronte a cotanta magnificenza estetica.

7 bis Egli è dunque Luce. Sia per questo Lode.

8 – Lazio grande con le piccole e piccola con le grandi. Nessuno ha capito se Gattuso sia bravo o no. Tutti infieriscono su Ventura e per questo non lo faccio io. Gasperini in ripresa. La Spal è strana parecchio. Frosinone c’è. De Zerbi è uno Zeman ancora più avanguardista. Bologna pugnace, Cagliari in medio spolvero. Mazzarri continua a praticare il calcio più orfinico della galassia. Pioli è il nuovo frontman dei Rem. E Piatek ha smarrito la Colt.

9 – Finalmente ho capito chi mi ricorda Toninelli: Alan Tonetti in Udinese-Panathinaikos.

9 bis – Se non sapete chi sia Alan Tonetti, prima vergognatevi per la vostra ignoranza crassa e poi andate su YouTube.

10 – Suso fa quella finta anche quando si rade. E lo specchio non ci capisce mai una sega.

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Ten Talking Points – Suso prese il pallone, spezzò gli assist, li diede ai suoi discepoli e poi disse: “Io esisto” ultima modifica: 2018-11-01T17:04:19+00:00 da Antonio Pechiar