Manovra, Tria: “Ne serviva più incisiva, ma necessario equilibrio conti. Stabilità finanziaria solo con stabilità sociale”

La manovra? Avrebbe dovuto essere ancora più espansiva e più incisiva. A dirlo è il ministro per l’Economia Giovanni Tria che in audizione in Parlamento ha spiegato la legge di Bilancio del governo partendo da quello che definisce un “concetto fondamentale: non esiste stabilità economica senza stabilità sociale”. Un modo per sottolineare quanto è importante il reddito di cittadinanza per la lotta alla povertà, i cui dati “sono inaccettabili“, dice il ministro. “Ci rendiamo conto – ribadisce Tria davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato – che i problemi rilevati richiederebbero una manovra espansiva più incisiva ma è stato necessario trovare un corretto bilanciamento tra la stabilità finanziaria e sociale, entrambe necessarie”. Quanto all’altro pilastro della manovra, la riforma delle pensioni con quota 100, serve perché accelererà “il turn-over con la staffetta generazionale che permetterà di affrontare le nuove sfide e ridurre la disoccupazione giovanile“. In ogni caso il deficit previsto in manovra per il 2019 – al 2,4 per cento – sarà rispettato, assicura il ministro.

La manovra 2019, spiega Tria, è stata pensata “per uscire dalla trappola della bassa crescita”. E la prospettiva di un rallentamento più simile a una frenata che le ultime stime del Pil hanno adombrato sono la conferma, per il governo, che la strada scelta è quella giusta: contrastare il rallentamento della crescita e fornire uno stimolo con gli investimenti pubblici”, per rendere ancora “più necessario confermare l’effetto anticiclico della manovra”. Le misure contenute nella legge di bilancio, ha proseguito, “aiuteranno il Paese a crescere per assicurare un maggior benessere ai nostri concittadini”.

Il ministro si conferma fiducioso, dunque: il rilancio degli investimenti, le misure di contrasto alla povertà e le politiche attive del lavoro, ha proseguito il ministro, “avranno un impatto positivo soprattutto nelle aree del Mezzogiorno” dove più forte si avverte la differenza con il resto d’Italia, “in modo da raggiungere l’obiettivo fondamentale di colmare il gap con l’Europa che si deve in gran parte proprio al divario territoriale” interno al nostro Paese.

E l’Europa? Tria ricorda alle commissioni che in questi giorni il governo è impegnato nella predisposizione di una risposta (che deve arrivare entro il 13 novembre) sugli aspetti ancora controversi” della manovra, una manovra che comunque l’esecutivo “intende confermare nei suoi pilastri fondamentali“. Peraltro, sottolinea sibillino il ministro dell’Economia, “le stime di crescita della Commissione europea, che fissano all’1,2 per cento la crescita del Pil per il prossimo anno, riconoscono evidentemente l’effetto espansivo” della manovra.

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Manovra, Tria: “Ne serviva più incisiva, ma necessario equilibrio conti. Stabilità finanziaria solo con stabilità sociale” ultima modifica: 2018-11-09T13:04:27+00:00 da Antonio Pechiar