Manovra, lo spread tra Btp e Bund apre in calo a 274 punti dopo il ritocco del governo alla previsioni sul deficit

Lo spread tra Btp e Bund apre in calo a 274 punti base dai 283 della chiusura di ieri. Il rendimento del Btp decennale è al 3,28%. “No, non faremo marcia indietro” sulla manovra se lo spread continua a salire aveva detto prima dell’apertura dei mercati a Radio Anch’io il ministro dell’Interno e vice premier Matteo Salvini. “Se tagli le tasse – ha aggiunto – aiuti la crescita, noi puntiamo a un’Italia che non cresce dello zero virgola, ma del due, del due e mezzo”. Il vicepremier risponde anche a una domanda sulle coperture delle due misure principali: “Se la matematica non è un’opinione, se ci sono 7-8 miliardi per la Fornero, ce ne sono 8 per il reddito“. Ma per il M5s sono 10 miliardi che dovranno andare al solo reddito di cittadinanza.

Ieri il governo aveva ritoccato il Def lasciando per il 2019 il deficit al 2,4%. Secondo l’esecutivo Conte il debito scenderà di quattro punti in tre anni: il deficit dal 2,4% del 2019 passerà al 2,1% nel 2020 e all’1,8% nel 2021. Con questi primi dati, in una nota di aggiornamento al Def non ancora pubblica e in cui ballano alcune cifre, il governo ha provato a rassicurare i mercati e convincere l’Europa. E oggi il differenziale sembra dargli ragione. “Faremo rispettare le regole” aveva il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici, che recepisce il “buon segnale” di calo del deficit rispetto ai primi annunci. Ma spiega che il giudizio si baserà sul 2019, quindi lo ‘sforzò del governo potrebbe non bastare perché il deficit strutturale rischia di essere “fuori traiettoria”. Dietro le mosse del governo “euroscettico e xenofobo” si intravede, denuncia Moscovici, un tentativo di “sbarazzarsi degli obblighi Ue”. “Parla a vanvera, siamo stanchi degli insulti”, aveva replicato Salvini. Che, a sei giorni dal varo ufficiale in Consiglio dei ministri del Def e dopo l’ennesimo vertice a Palazzo Chigi, è sceso in sala stampa al fianco del premier Giuseppe Conte, del ministro dell’Economia Giovanni Tria e del vicepremier M5s Luigi Di Maio, ad annunciare l’ossatura definitiva del Def. Un’ossatura che cambia, rispetto agli annunci, dopo la tempesta dei mercati e la bocciatura dell’Ue. La modifica più evidente è il deficit che non resta fermo per tre anni al 2,4% ma scende gradualmente fino all’1,8%. Manca la stima del Pil (Confindustria indica lo 0,9% nel 2019 mentre per Salvini “sarà almeno l’1,5%”). Ma la promessa di Tria è “accelerare dal prossimo anno la riduzione” del debito, dal 130,9% fino al 126,5% del 2021.

Non appena il testo del Def sarà recepito da Bruxelles e dal Parlamento (“Lo abbiamo già inviato”, afferma Di Maio), inizierà l’esame delle cifre, che porterà a fine ottobre al primo giudizio dell’Ue. Ma si aprirà anche un nuovo capitolo nelle trattative del governo per il varo della manovra. I leader di M5s e Lega annunciano infatti che ci saranno reddito di cittadinanza, riforma della legge Fornero con quota 100, pensioni di cittadinanza e flat tax al 15% per le partite Iva. Ma anche taglio dell’Ires, diecimila assunzioni nelle forze dell’ordine e “tagli alle agevolazioni delle banche”. L’attesa era adesso per la reazione dei mercati, che avevano mostrato già segnali positivi con lo spread in chiusura ieri a 283. E anche il ministro Paolo Savona da Strasburgo aveva provato a rassicurare gli investitori, escludendo “ogni azione contro l’Euro”.

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Manovra, lo spread tra Btp e Bund apre in calo a 274 punti dopo il ritocco del governo alla previsioni sul deficit
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Manovra, lo spread tra Btp e Bund apre in calo a 274 punti dopo il ritocco del governo alla previsioni sul deficit ultima modifica: 2018-10-04T09:04:57+00:00 da Antonio Pechiar