Manovra, la Commissione Ue corregge al ribasso le stime del governo: “Italia ultima per crescita nel 2019”

Secondo Bruxelles i piani di crescita contenuti nella manovra del governo italiano sono sin troppo ottimistici. È quello che emerge dalle previsioni d’autunno della Commissione Ue, secondo cui l’Italia si conferma ultima per crescita in tutta Europa sia per il 2018 che per il 2019 e il 2020. Con l’1,1% del nostro Paese, quest’anno persino la Gran Bretagna, nonostante le difficoltà legate alla Brexit, è riuscita a fare meglio, con l’1,3%. Nel 2019 allo stesso livello di Pil dell’1,2% dell’Italia ci sarà solo Londra, ma ormai sarà già fuori dall’Ue. La peggiore crescita dopo l’Italia sarà l’1,5% del Belgio, secondo con l’1,4% anche nel 2020 dietro l’1,3% italiano. “A causa del deterioramento del bilancio, unito ai rischi al ribasso sulla crescita, l’alto debito italiano rimarrà stabile attorno al 131% su tutto il periodo delle previsioni” ha scritto la Commissione nel documento, che oltre a tagliare il Pil 2018 dall’1,3% al 1,1%, ritocca quello 2019 da 1,1% a 1,2%. “Dopo una crescita solida nel 2017 l’economia italiana ha rallentato nella prima metà di quest’anno per l’indebolimento dell’export e della produzione industriale – è la convinzione di Bruxelles – Una ripresa degli export e una maggiore spesa pubblica sosterranno la crescita moderatamente ma l’associato rischio nel deficit, assieme ad interessi più alti e considerevoli rischi al ribasso, mette in pericolo la riduzione dell’alto debito”.

Notizie non buone per il governo M5s-Lega, specie per la spiegazione fornita dall’organismo presieduto da Juncker per accompagnare le cifre delle previsioni autunnali. Per quanto riguarda il 2019, ad esempio, la Commissione crede che i “ritardi nell’implementazione e i colli di bottiglia amministrativi ritardino l’impatto di crescita moderato delle misure” della manovra. Non solo. “La ripresa degli investimenti privati è prevista rallentare per il dissolversi dei venti di coda della politica monetaria e degli incentivi fiscali – si legge ancora – e a causa delle imprese che affrontano condizioni di credito più strette, legate all’impatto dello spread sulla fornitura di credito”. Nel quadro a tinte fosche, però, c’è anche qualche spiraglio. “Nel 2020, che ha due giorni in più, il Pil è previsto crescere dell’1,3% sostenuto dagli investimenti, specialmente nel settore edile” ha fatto notare la Ue, secondo cui “le esportazioni dovrebbero crescere ampiamente in linea con il mercato, mentre gli esportatori italiani dovrebbero mantenere la loro posizione competitiva, contenendo le perdite del 2018″. Contestualmente la Commissione Ue ha rivisto al rialzo le stime sul deficit italiano: nel 2018 dall’1,7% previsto in primavera sale a 1,9%, per poi schizzare al 2,9% nel 2019 “a causa delle misure programmate” come reddito di cittadinanza, riforma Fornero e investimenti pubblici che “aumenteranno significativamente la spesa”. Nel 2020 sfonda il tetto del 3%, raggiungendo il 3,1%. La Ue ha precisato anche che tale cifra non tiene in considerazione la clausola di salvaguardia, cioè l’aumento dell’Iva, data la “sistematica sterilizzazione“.

Secondo le stime Ue, inoltre, anche il deficit strutturale (parametro in base a cui si calcola lo sforzo per ridurre il debito) schizza in avanti: dall’1,8% di quest’anno sale al 3% nel 2019 e al 3,5% nel 2020. In primavera era previsto all’1,7% nel 2018 e al 2% nel 2019. “I rischi sulle previsioni del deficit includono tassi più alti sui titoli di Stato, risparmi più bassi del previsto dalla spending review e spesa più alta dovuta al possibile rinnovo dei contratti del settore pubblico” ha scritto la Commissione. “Al contrario, la possibile attivazione della clausola di salvaguardia nel 2020 e la possibile minore spesa sulle nuove misure rappresentano rischi al rialzo sulle previsioni di bilancio”.

Per quanto riguarda l’Eurozona nel suo complesso, la Commissione ha sottolineato come restino intatti i “rischi legati all’esito dei negoziati sulla Brexit” e i “dubbi sulla qualità e la sostenibilità delle finanze pubbliche di paesi altamente indebitati” come l’Italia, che “potrebbero avere effetti di spillover sui settori bancari nazionali, aumentando le preoccupazioni di stabilità finanziaria e pesando sull’attività economica”. Tornando al nostro Paese, per Juncker e soci “le prospettive di crescita sono soggette ad elevata incertezza e ad intensificati rischi al ribasso” e “le misure previste” dall’Italia “potrebbero rivelarsi meno efficaci, con un impatto minore sulla crescita”. La Ue ha messo in guardia anche sullo spread: “Un aumento prolungato dei tassi d’interesse peggiorerebbe le condizioni del credito delle banche e ridurrebbe ulteriormente la fornitura di credito, mentre la spesa pubblica potrebbe ridurre gli investimenti privati. Per quanto riguarda il mercato del lavoro italiano, la Commissione ha previsto “solo un lento miglioramento“, rivedendo leggermente al ribasso le stime della disoccupazione: dal 10,8% nel 2018 previsto la scorsa primavera si scende al 10,7%, e dal 10,6% del 2019 si cala al 10,4%, per poi arrivare al 10% nel 2020. Nell’Eurozona, invece, la disoccupazione continua a calare, per scendere al livello record sotto la barra dell’8% nel 2019 (7,9% nei 19 e 7% nei 27) e sotto quella del 7% nel 2020 (7,5% nei 19 e 6,6% nei 27), che sarebbe il livello più basso mai raggiunto dall’inizio delle serie statistiche nel 2000. Per il 2018 il tasso è dell’8,4% nell’Eurozona e del 7,4% nell’Ue. La creazione dell’occupazione invece rallenta, per mancanza di mano d’opera e per una crescita più lenta, con l’1,1% nel 2019 e lo 0,9% nel 2020 nell’Eurozona.

L’articolo Manovra, la Commissione Ue corregge al ribasso le stime del governo: “Italia ultima per crescita nel 2019” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Manovra, la Commissione Ue corregge al ribasso le stime del governo: “Italia ultima per crescita nel 2019”
Vota il post
Manovra, la Commissione Ue corregge al ribasso le stime del governo: “Italia ultima per crescita nel 2019” ultima modifica: 2018-11-08T13:04:59+00:00 da Antonio Pechiar