Insulti al disabile dopo la multa, il pm chiede l’archiviazione: “Non è reato perché non c’è il nome della vittima”

Insultare un disabile non è reato. Lo ha stabilito il pm di Monza Vincenzo Fiorillo perché l’insulto scritto su un foglio A4 non è indirizzato a nessuna persona di preciso e quindi il caso è da archiviare. La vicenda è quella di un’automobilista che il 18 agosto 2017 aveva lasciato un cartello pieno di insulti nel parcheggio sotterraneo di un centro commerciale di Carugate, in provincia di Milano, rivolto al disabile che, a suo dire, l’aveva fatto multare perché l’uomo aveva parcheggiato la propria auto in un posto riservato alle persone con disabilità. Le telecamere del centro commerciale lo avevano ripreso e cosi gli inquirenti erano riusciti a risalire all’autore del messaggio ritenuto “gravemente offensivo” dalla Lega per i diritti delle persone con disabilità (LEDHA), l’associazione che ha poi presentato la denuncia.

Nel messaggio stampato nero su bianco su un foglio l’uomo, un imprenditore 40enne di Vimercate, incensurato, aveva scritto: “A te handiccappato (scritto sbagliato con due “c”, ndr) che ieri hai chiamato i vigili per non fare 2 metri in più vorrei dirti questo: a me 60€ non cambiano nulla ma tu rimani sempre un povero handiccappato… sono contento che ti sia capitata questa disgrazia”. Per la Procura brianzola le offese rivolte a un destinatario non identificabile con nome e cognome non sono da considerare un reato ma l’ultima parola in merito all’archiviazione spetta al giudice per le indagini preliminari dello stesso Tribunale di Monza.

“Dal momento in cui abbiamo sporto denuncia – dice a Ilfattoquotidiano.it il presidente di LEDHA Alessandro Manfredi – noi non abbiamo avuto più informazioni dall’autorità giudiziaria in merito alla vicenda”. Il numero uno della Lega per i diritti delle persone con disabilità aggiunge che “ci riserviamo di esprimere un giudizio più completo sulla vicenda quando potremo leggere i documenti degli inquirenti o il testo dell’eventuale decisione del gip. Tuttavia, indipendentemente dall’esito giudiziario della vicenda, la gravità del gesto permane. Le parole riportate su quel cartello rappresentano una grave offesa per tutte le persone con disabilità. Espressione di una violenza verbale gratuita e assolutamente immotivata”. Anche il Comune di Carugate aveva condannato il gesto definendolo “vile e incivile che non può essere in alcun modo giustificato”.

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Insulti al disabile dopo la multa, il pm chiede l’archiviazione: “Non è reato perché non c’è il nome della vittima” ultima modifica: 2018-11-07T20:04:22+00:00 da Antonio Pechiar