Emanuela Orlandi, “le ossa trovate nell’edificio vaticano sono di due persone”

Quelle ossa ancora senza nome appartengono a due persone. Al momento è solo un’ipotesi quella pubblicata da Repubblica sui resti ritrovati nel pavimento dell’interrato della Nunziatura apostolica di via Po a Roma. Un rinvenimento, avvenuto durante lavori di ristrutturazione dell’edificio vaticano, che ora è sottoposto ad accertamenti scientifici per verificare se possa trattarsi dei resti di Emanuela Orlandi, scomparsa a 15 anni il 22 giugno 1983 e di Mirella Gregori, sua coetanea scomparsa nello stesso anno in circostanze analoghe. Sembra che gli operai ieri abbiano trovato uno scheletro quasi intero, e in un altro punto, altri frammenti.

“L’estrazione del Dna e le analisi conseguenti, come il confronto con quello della persona a cui si sospetta appartengano i resti o i familiari, non richiedono molto tempo, si possono fare in 7-10 giorni – spiega Giovanni Arcudi, direttore della Medicina Legale dell’università Tor Vergata di Roma -. Non sempre però si riesce a ricavare del materiale genetico utilizzabile, dipende sempre da come sono conservati i resti, e anche da che tipo di ossa abbiamo. Dai denti ad esempio si ricava bene, e anche dalle vertebre, ma ad esempio la conservazione in luogo asciutto o umido ha una grande influenza sulla possibilità di estrarre un Dna ‘pulito’”. In assenza del Dna, spiega Arcudi, si ricorre agli esami sulle ossa. “Questi richiedono più tempo, ogni singolo frammento viene valutato e misurato. Potenzialmente anche da questi esami si può sapere molto, dall’età alla statura al sesso, oltre alla presenza di lesioni ossee che possono essere confrontate con quelle della persona sospettata. Dalla degradazione dell’osso si può anche stimare da quanto tempo i resti si trovavano nel luogo del ritrovamento, con una approssimazione di almeno 10-20 anni”.

Il 30 ottobre intorno alle 21.30 si è svolto un nuovo sopralluogo della Scientifica all’interno della Nunziatura. Anche stamattina l’edificio è presidiato, come tutti i giorni, da due militari e all’interno proseguono i lavori di ristrutturazione, gli stessi che hanno portato al ritrovamento della ossa. “Qui si sentono sempre i rumori dei lavori degli operai e del servizio di giardinaggio”, spiega un residente. La struttura è blindata e alcuni religiosi sorvegliano a distanza i rari momenti in cui vengono aperte le entrate.

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Emanuela Orlandi, “le ossa trovate nell’edificio vaticano sono di due persone” ultima modifica: 2018-10-31T13:04:30+00:00 da Antonio Pechiar